Una maniera interessante di percepire lo spazio circostante è attraverso il suono.
L'installazione prende forma da questo principio base. L'artista indaga questo meccanismo esplorandolo e riorganizzandolo.
Concept e coreografia: BENJAMIN VANDEWALLE
Uno dei protagonisti delle incursioni nel tessuto urbano è un giovane coreografo di fama internazionale, Benjamin Vandewalle, affiancato dal musicista Alberto Fiori.
L'artista belga Benjamin Vandewalle, diplomato nella prestigiosa scuola di danza contemporanea P.A.R.T.S. a Bruxelles, ha scoperto la città di Foligno e se ne è innamorato decidendo di strutturare un progetto di danza sul tema dell'interdipendenza tra il suono, lo spazio e il movimento. Insieme al musicista Alberto Fiori, esperto conoscitore delle possibilità di interazione della musica con le arti performative grazie alla sua plurima esperienza con diverse compagnie di teatro di ricerca, oltre che eccellente compositore di musica contemporanea ha inciso diversi dischi.
Musica: ALBERTO FIORI
Nato e cresciuto a Roma, vive gli ultimi dodici anni della sua vita a Bologna.
Pianista, improvvisatore, compositore ed esploratore sonoro è impegnato da anni nella ricerca di nuovi approcci e dinamiche musicali.
Vincitore nel 2005 del premio "Iceberg" biennale per giovani artisti, indetta dal comune di Bologna e della borsa di studio come miglior pianista ai seminari estivi di jazz di Sant'Anna Arresi (Cagliari).
Nel 2009 è vincitore di un fellowship come “Artist in residence” presso l’Omi International Arts Center (New York) e del progetto Movin’ Up del circuito GAI Giovani Artisti Italiani, per la mobilità internazionale dei giovani artisti.
Compone musica per spettacoli teatrali (“Candide” e “No Signal” della compagnia teatrale Teatrino Clandestino) e per opere cinematografiche ( “Autoritratto” di Francesco Amato, prodotto dalla Scuola Nazionale di Cinema - “Lacrimainchiostro”, di Dario Leone, prodotto dal Comune di Torino – “Le Courbusier in Calabria” di Fabio Badolato e Jonny Costantino).
Si è esibito in diversi festivals nazionali e internazionali tra cui: Engelwood Jazz Festival (Chicago), Jazz in ‘It (Vignola), Ai confini tra Sardegna e Jazz (Sant’Anna Arresi, Cagliari), Santarcangelo dei Teatri, Drodesera Fies (Dro), Festival Iceberg (Bologna) e in molti clubs e teatri tra cui: Roulette (NYC), Velvet Lounge (Chicago), Sophiensaele (Berlino), Teatro Comunale di Bologna, Teatro Manzoni (Bologna), Teatro Farnese (Parma), Teatro Petrella (Longiano), Teatro San Leonardo-Bologna.
Ha suonato tra gli altri con: Daniel Carter, Carla Bozulich, Steve Swell, Ches Smith, Michel Wimberly, Sabir Mateen, Tristan Honsinger, Tom Abbs, Fabrizio Spera, Domenico Caliri, Roberto Bellatalla, Gianfranco Tedeschi, Silvia Bolognesi, Francesco Guerri, Giorgio Vendola, Edoardo Marraffa, Cristiano De Fabritiis, Federico Ughi.
Ha appena pubblicato, per l’etichetta polacca Not Two, il disco “The perfect blue”, in quartetto con Daniel Carter, Tom Abbs e Federico Ughi e il disco autoprodotto “Electric Leak” del quartetto EL, di cui è cofondatore.
La sua musica è stata trasmessa su Radio Tre Rai, Radio Due Rai e su diverse emittenti radiofoniche locali.
http://www.myspace.com/albertofiori
SPACE/SOUND/BODY #2
La seconda performance, naturale proseguio della prima, sfrutterà gli stessi principi di scollamento tra lo spazio e i suoni in esso riprodotti, benché' nell'episodio specifico protagonista sarà la relazione dialettica tra il corpo dei danzatori e il suono che li 'muove' piuttosto che lo spazio che li ospita, una delle notti del dancity festival.
La performance e' sviluppata su due livelli sonori distinti. il primo e' quello del musicista Alberto Fiori e della sua composizione, il secondo e' quello della musica suonata nel dancefloor.
La Musica di ALberto Fiori specificatamente composta per la performance potrà essere fruita soltanto tramite delle cuffie wireless.
Lui sarà posizionato lateralmente rispetto il dancefloor, di fronte 5 sedie equipaggiate con le cuffie.
I danzatori accedono all'esecuzione del musicista con il medesimo sistema e sono isolati acusticamente da ciò che suona nella sala per il pubblico del Dancity.
In questo caso i danzatori e il pubblico ristretto che deciderà di interagire con la performance indossando a loro volta le cuffie entreranno in uno spazio sonoro antagonista a quello del dancefloor, disegnandosi un luogo diverso.
Di nuovo i danzatori appaiono e scompaiono nello spazio, reagendo alla stessa musica che stanno ascoltando verosimilmente diversa da quella proposta nel dancefloor.
Si assisterà a una migrazione di pochi individui che interromperanno volontariamente l'ascolto del suono prevalente scegliendone uno nuovo capace di ridisegnare i confini di quel luogo fisico di condivisione che e' l'unica sala, teatro di due distinti eventi nella medesima unità di tempo.
Venerdi alle 18.30 in vetrina della zona pedonale del centro + alle 24.00 Chiostro San Domenico.
Sabato alle 18.30 Museo d’Arte Contemporanea, Palazzo Collicola - Spoleto + alle 00.15 Chiostro San Domenico

Sabato 26 Giugno h. | Auditorium & Chiostro | Music&live painting